Ci vuole Karma a parlarne

Vorrei dare voce ad un concetto molto inflazionato e riguardante il mondo orientale: Il karma. È una parola che è entrata prepotentemente all’ interno del nostro parlare occidentale e ha preso sempre più accezione di “comportarsi bene” per far sì che da ciò vengano a montarsi in maniera cumulativa risvolti positivi nel nostro incedere nella vita quotidiana.

La “faccenda” è qui più sottile….

Karma deriva dalla radice sanscrita Kr: Azione.

Un’azione per definizione può essere solo performata e vive un ambiente atemporale relativo al famigerato “Qui ed ora”.

Per rientrare a capire realmente come abbiamo erroneamente cominciato a percepire il karma dobbiamo introdurre assolutamente un concetto ed una disciplina tipica delle filosofie orientali dedicata all’innalzamento di sé stessi e ad un miglioramento finalizzato al sistema corpo mente.

Nello yoga esistono i due primi “rami” che approfondiscono questi temi: pulizia morale ed etica e pulizia corporale relativa ad un affinamento dei sensi, Yama e Niyama.

Questo è il passaggio fondamentale per capire cosa sia il Karma.

Quando una persona si rivolge ad un percorso di miglioramento e raggiunge una determinata consapevolezza non può fare altro che produrre una azione aderente al suo “io migliorato”, rimane solo la mente ed il pensiero a poterci distrarre ed ottenere una produzione di una azione non commisurata a noi stessi.

La produzione costante di azioni fatte da un io “moralmente e fisicamente ripulito” e non sottoposte all’inganno della mente, prodotte con consequenzialità e quindi non esprimibili in un concetto legato al tempo, automaticamente porterebbero ad una Azione positiva.

Un’azione “positiva” rigettata nel mondo è difficilmente aggredibile da una risposta cattiva del contesto, a meno di non incappare nella rara vera cattiveria: il male nel concetto più assoluto.

Cambiando il paradigma di sé stessi in pratica si cambia l’azione derivante, cambiando l’azione si cambia ciò che è attorno a noi all’urlo sommesso del “migliora te stesso e migliorerai il mondo che ti circonda”.

Questo è Karma

Tre sono le tipologie di Karma descritte dalla disciplina e spiegano in maniera più approfondita il discorsetto fatto qui su.

I Karma prendono il nome di: Sanchita Karma, Prarabda Karma e Kriyamana Karma

Sanchita Karma è quel calderone che contiene tutte le azioni potenziali esprimibili nella storia dell’universo, è un calderone sempre in fermento dal quale eruttano i Prarabda karma: quelle azioni che si rivolgono nel mondo attraverso i Kriyamana Karma e che hanno il sapore di necessità storiche.

Per provare a farvi capire meglio: all’aumentata consapevolezza umana corrisponde un livello di predisposizione all’essere maggior veicolo di quel flusso contenuto nel Sanchita Karma che, come un cratere di lava, porta all’esplosione in superfice di bolle cariche di un potenziale. A raccogliere questa potenza di eruzione e trasportarla nel mondo reale come lapilli c’è quell’uomo che si è reso disponibile, con la sua consapevolezza, a traghettarla nel mondo.

Uno Yogi che abbia raggiunto Samadhi si dice che abbia bruciato Sanchita Karma, che si sia reso libero da quel piano deterministico creato dallo spazio-tempo e che abbia avuto la doppia possibilità di rientrare nel mondo operando scevro dalle catene o che invece abbia scelto di ricongiungersi alla coscienza universale.

Gli atti derivanti da un rientro da parte di uno Yogi, che abbia realizzato Samadhi, e che operi nel mondo reale sono atti di puro amore, scollegati da tutte quelle serie di azioni che portano a soffrire e a far soffrire.

Questa è la storia di tutti quegli uomini che hanno reso sé stessi, veicolo di una grande consapevolezza ed hanno, con quello che umanamente chiamiamo carisma o magnetismo, condizionato, con la loro forte presenza, l’andamento della nostra storia.

Aumentare la propria consapevolezza senza praticare Yama è stato il mezzo attraverso il quale personaggi dalla bieca moralità hanno giocato un ruolo importante e per impatto, devastante, negli ultimi millenni.

Capite bene che la pratica di elevazione della moralità attraverso gli Yama è un qualcosa che mai deve abbandonare il praticante per tutta la vita in quanto la realizzazione del proprio potere può riversare nel mondo azioni che hanno un peso tanto grande quanto la propria consapevolezza.

Quindi coltivate il vostro Karma in maniera tale da portare il vostro apporto nel mondo in maniera positiva, giocando al suo interno un ruolo di prim’ordine nell’opera di cambiamento del flusso!

Connettetevi a qualcosa di superiore, rendetevi disponibile ad esserne veicolo e prendete controllo della vostra vita!