Dopo aver, a grandi linee, dato una definizione dello Yoga ci addentriamo nel dettaglio del testo di Patanjali – gli Yoga Sutra – guardando più da vicino i primi due aforismi del primo Pada (Samadhi Pada)

YS 1.1  Atha Yogānuśāsanam: Ora, dunque, ha inizio la disciplina dello Yoga

La scelta della parola “disciplina” non è casuale: attraverso lo yoga, infatti, discipliniamo il nostro corpo e la nostra mente verso il raggiungimento di un obiettivo ben preciso: il samadhi. Lo facciamo seguendo le istruzioni (perché è proprio di istruzioni che parliamo) che Patanjali ci detta.

Il secondo sutra recita, dandoci una spiegazione di cosa è lo yoga:

YS 1.2  Yogaschitta vrtti nirodhah: lo Yoga è il controllo delle fluttuazioni della mente

Imparando a riconoscerle, controlliamo le nostre emozioni e i nostri pensieri. Nirodhah viene spesso tradotto come “eliminazione”, ma il suo significato più corretto è proprio controllo, a seguito di conoscenza. Il ruolo dello yoga è infatti quello di portarci da un ambiente oscuro, di ignoranza (avidya) verso una ambiente chiaro e luminoso (vidya). Attraverso la loro conoscenza, quindi, controlliamo le attività del nostro campo mentale (chitta) cercando di ridurle gradualmente per portarle verso quell’Uno che è il nostro obiettivo (ekagram)